Comitato Infermieri Dirigenti Italia

Comunicato Stampa | 15 Aprile 2016

Comunicato Stampa | 15 Aprile 2016

l’ultima lettera CID sull’argomento della Dirigenza Infermieristica risale al febbraio us. Gli eventi di questa mattina ci hanno dato ragione, non perché siamo bravi, ma perché è giusto così. La Dirigenza Infermieristica e delle professioni sanitarie è nel comparto Sanità dove doveva stare.

Infatti è stato firmato tra Aran e sindacati l’accordo che riduce i comparti del pubblico impiego con la collocazione delle diverse professionalità nei quattro settori. L’accordo con l’approvazione della maggior parte delle sigle sindacali è considerato solo l’inizio che vedrà a breve la contrattazione specifica che dovrà valorizzare i professionisti della salute.

Si da finalmente applicazione art.6 della legge 10 agosto 2000, n.251 “Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonchè della professione ostetrica”, requisiti di studio previsti dalla normativa per l’accesso alla dirigenza. Ciò conferma quanto sia importante l’unificazione anche dei criteri di concorso e delle modalità e dei tempi di espletamento, compresi i requisiti di accesso su tutto il territorio nazionale. Una conferma ulteriore dell’importanza di essere in un comparto nazionale.

Art.6 (Definizione delle professioni e dei relativi livelli di inquadramento)

1. Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, acquisiti i pareri del Consiglio superiore di sanità e del comitato di medicina del Consiglio universitario nazionale, include le diverse figure professionali esistenti o che saranno individuate successivamente in una delle fattispecie di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4.

2. Il Governo, con atto regolamentare emanato ai sensi dell’articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituito dall’articolo 19 del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, definisce la disciplina concorsuale, riservata al personale in possesso degli specifici diplomi rilasciati al termine dei corsi universitari di cui all’articolo 5, comma 1, della presente legge, per l’accesso ad una nuova qualifica unica di dirigente del ruolo sanitario, alla quale si accede con requisiti analoghi a quelli richiesti per l’accesso alla dirigenza del Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 26 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. Le regioni possono istituire la nuova qualifica di dirigente del ruolo sanitario nell’ambito del proprio bilancio, operando con modificazioni compensative delle piante organiche su proposta delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere.

Infine poco possiamo dire sulla legge di Stabilità per il 2016, che destina al capitolo 300 milioni, una cifra sinceramente insufficiente che vedrà nella contrattazione economica forti difficoltà di ripartizione nei diversi settori. E’ chiaro che i contratti nel pubblico impiego, ormai fermi da 6 anni e con un pronunciamento della Corte Costituzionale sulla illegittimità del fermo (luglio 2015), devono tener conto del blocco e delle valutazioni dei contratti in essere che risultano eccessivamente miseri quando si parla di infermieri.

Nel nuovo Def sulla prossima finanziaria i sindacati dovranno sottolineare al governo la necessità urgente di trovare risorse economiche per la nostra professione che risulta la meno remunerata in Europa e quella con meno numeri, 270 mila infermieri dipendenti del sistema pubblico. Secondo i dati Health Workforce Policies in OECD Countries del marzo 2016 la media degli infermieri nei paesi presi in considerazione è di 9.1 ogni 1000 abitanti in Italia è di 6.1
( Germania 13, Francia 9,4, Inghilterra 8.2 ) e, l’Italia, contribuisce ad abbassare la media.

Sulla scia di questo nuovo accordo e delle sue immediate implicazioni sul sistema salute riteniamo importante anche porre l’attenzione, caro Direttore, sull’enorme area della sanità privata accreditata, che, diversamente dagli altri paesi europei, non ha più quella connotazione di sana rivalità scientifica o di alternativa di qualità. E’ sufficiente volgere lo sguardo sulla tipologia di contratti di lavoro applicati, per rendersi conto di cosa stiamo parlando e, qui, medici e infermieri sono sulla stessa barca.

Nicola Barbato
Presidente

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